Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post

lunedì 17 dicembre 2012

I nomi delle strade



I nomi delle strade
Le strade sono
tutte di Mazzini, di Garibaldi,
son dei papi,
di quelli che scrivono,
che dan dei comandi, che fan la guerra.
E mai che ti capiti di vedere
via di uno che faceva i berretti
via di uno che stava sotto un ciliegio
via di uno che non ha fatto niente
perché andava a spasso
sopra una cavalla.
E pensare che il mondo
è fatto di gente come me
che mangia il radicchio
alla finestra
contenta di stare, d’estate,
a piedi nudi.
[Nino Pedretti, Al vòusi, p. 19]









Via della povertà- Fabrizio De Andrè



Il Salone di bellezza in fondo al vicolo 
è affollatissimo di marinai 
prova a chiedere a uno che ore sono 
e ti risponderà "non l'ho saputo mai". 
Le cartoline dell'impiccagione 
sono in vendita a cento lire l'una 
il commissario cieco dietro la stazione 
per un indizio ti legge la sfortuna 
e le forze dell'ordine irrequiete 
cercano qualcosa che non va 
mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera 
su via della Povertà. 

Cenerentola sembra così facile 
ogni volta che sorride ti cattura 
ricorda proprio Bette Davis 
con le mani appoggiate alla cintura. 
Arriva Romeo trafelato 
e le grida "il mio amore sei tu" 
ma qualcuno gli dice di andar via 
e di non riprovarci più 
e l'unico suono che rimane 
quando l'ambulanza se ne va 
è Cenerentola che spazza la strada 
in via della Povertà. 

Mentre l'alba sta uccidendo la luna 
e le stelle si son quasi nascoste 
la signora che legge la fortuna 
se n'è andata in compagnia dell'oste. 
Ad eccezione di Abele e di Caino 
tutti quanti sono andati a far l'amore 
aspettando che venga la pioggia 
ad annacquare la gioia ed il dolore 
e il Buon Samaritano 
sta affilando la sua pietà 
se ne andrà al Carnevale stasera 
in via della Povertà. 

I tre Re Magi sono disperati 
Gesù Bambino è diventato vecchio 
e Mister Hyde piange sconcertato 
vedendo Jeckyll che ride nello specchio. 
Ofelia è dietro la finestra 
mai nessuno le ha detto che è bella 
a soli ventidue anni 
è già una vecchia zitella 
la sua morte sarà molto romantica 
trasformandosi in oro se ne andrà 
per adesso cammina avanti e indietro 
in via della Povertà. 

Einstein travestito da ubriacone 
ha nascosto i suoi appunti in un baule 
è passato di qui un'ora fa 
diretto verso l'ultima Thule, 
sembrava così timido e impaurito 
quando ha chiesto di fermarsi un po' qui 
ma poi ha cominciato a fumare 
e a recitare l'A B C 
ed a vederlo tu non lo diresti mai 
ma era famoso qualche tempo fa 
per suonare il violino elettrico 
in via della Povertà. 

Ci si prepara per la grande festa 
c'è qualcuno che comincia ad aver sete 
il fantasma dell'opera 
si è vestito in abiti da prete 
sta ingozzando a viva forza Casanova 
per punirlo della sua sensualità 
lo ucciderà parlandogli d'amore 
dopo averlo avvelenato di pietà 
e mentre il fantasma grida 
tre ragazze si son spogliate già 
Casanova sta per essere violentato 
in via della Povertà. 

E bravo Nettuno mattacchione 
il Titanic sta affondando nell'aurora 
nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati 
e il capitano grida "ce ne stanno ancora", 
e Ezra Pound e Thomas Eliot 
fanno a pugni nella torre di comando 
i suonatori di calipso ridono di loro 
mentre il cielo si sta allontanando 
e affacciati alle loro finestre nel mare 
tutti pescano mimose e lillà 
e nessuno deve più preoccuparsi 
di via della Povertà. 

A mezzanotte in punto i poliziotti 
fanno il loro solito lavoro 
metton le manette intorno ai polsi 
a quelli che ne sanno più di loro, 
i prigionieri vengon trascinati 
su un calvario improvvisato lì vicino 
e il caporale Adolfo li ha avvisati 
che passeranno tutti dal camino 
e il vento ride forte 
e nessuno riuscirà a ingannare il suo destino 
in via della Povertà. 

La tua lettera l'ho avuta proprio ieri 
mi racconti tutto quel che fai 
ma non essere ridicola 
non chiedermi "come stai", 
questa gente di cui mi vai parlando 
è gente come tutti noi 
non mi sembra che siano mostri 
non mi sembra che siano eroi 
e non mandarmi ancora tue notizie 
nessuno ti risponderà 
se insisti a spedirmi le tue lettere 
da via della Povertà.

lunedì 9 luglio 2012

Coglioni




COGLIONI  1


Si dice bene i coglioni, ma loro,
io ne conosco più d’uno,
si credono d’essere,
non lo sanno che sono dei coglioni, e si sposano, hanno figli, e i figli sono figli di coglioni,
che io non dico mica,
il babbo è il babbo,
tu non abbia da voler bene al tuo babbo, portargli rispetto,
però questi figli, non lo so, io, non se n’accorgono?
quando parlano con il loro babbo, non lo vedono, non lo sentono?
o sono coglioni anche loro?
che lì allora è fatica, fra coglioni –
ecco, sì, no, c’è delle volte che gli scappa detto: il mio babbo è un coglione
ma in un altro senso, nel senso che è buono, che è un galantuomo…
Che questo però è un discorso,
come sarebbe allora?
i galantuomini sono dei poveri coglioni?
Intendiamoci, può essere che un coglione sia un galantuomo, può essere che sia buono,
ma può essere anche cattivo,
ci sono i buoni e i cattivi anche tra i coglioni,
coglione vuol mica dire,
uno è un coglione, ma può andare vestito bene, portare gli occhiali,
può essere anche, guarda io quello che ti dico,
può essere anche intelligente, e nello stesso tempo coglione, che è un caso eccezionale, ma succede,
essere coglione è una cosa,
può essere tutto un coglione, può essere anche istruito, può essere perfino laureato…
certo che se è ignorante, i coglioni ignoranti, quelli sono una disgrazia, non si ragiona, è come parlare al muro,
e prepotenti –
che uno, io capisco,
quando dico che un coglione può essere tutto,
uno può rimanere disorientato,
gli viene da dire: allora, se uno è un coglione, in cosa si distingue?
insomma, cosa vuol dire essere un coglione? cos’è la coglionaggine?
Eh, questa è una domanda, è fatica,
come si può dire? fammi pensare, non c’è un esempio?
Ecco, i coglioni fanno le cose alla rovescia, e tu li vedi che sbagliano, tu lo sai come andrebbero fatte,
provi a dirglielo, anche con le buone maniere, ma loro niente, tirano dritto,
tu cerchi di dargli una mano, di metterli sulla buona strada, loro ti guardano con un’aria: "adesso cosa vuole questa testa di cazzo?"
E allora va a finire che t’arrabbi:
“Sono dei coglioni!” ti sfoghi in piazza, e in piazza c’è anche qualcuno che ti ascolta:
“Hai ragione, sono coglioni, però…”
“Però?…”
“Cosa si può fare? Sono tanti, comandano loro”.



COGLIONI 2

Dunque, no, fammi capire, i coglioni
tu vedi che sbagliano, gli vorresti dare una mano, metterli sulla buona strada,
ma siccome sono coglioni non ti stanno a sentire,
e tu ti arrabbi,
ho capito bene?
solo che, secondo me,
che sbaglierò, però, da quello che vedo,
non ti stanno a sentire perché la buona strada
ce n’è tanti che l’hanno già trovata,
sono pieni di soldi, case, macchine, tutto,
che noi, io e te, sono cose che non le abbiamo,
e magari neanche le vogliamo,
però loro le hanno, e se le tengono,
e io, capisco anch’io quello che vuoi dire,
loro danno valore a cose che non ce l’hanno, seguono le mode,
che noi, se avessimo noi i loro soldi…
solo che non li abbiamo,
non abbiamo una lira,
e io,
adesso non arrabbiarti anche con me,
ma delle volte,
non sarà,
mi viene da pensare,
che i coglioni siamo noi?
siamo io e te?


Raffaello Baldini 



Lettura delle poesie di Raffaello Baldini